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Stalking.




Inserito da Opera di Giustizia il 20 ottobre 2009 – 13:450 Commenti

di Claudia Bianco

stalking

Lo scorso 29 gennaio la Camera dei Deputati ha approvato il d.d.l. contro il reato di stalking. Invero il testo racchiude modifiche legislative più ampie volte a censurare non soltanto il reato in esame, bensì ogni condotta discriminatoria fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.

Il disegno di legge, che ha visto la convergenza di tutte le forze politiche, intende introdurre nel nostro codice penale il reato di cui all’art. 612 bis sanzionando “chiunque molesta o minaccia taluno, con atti reiterati idonei a cagionare un perdurante e grave stato d’ansia o di paura alterandone le scelte o abitudini di vita”.

Per il “molestatore” è prevista la reclusione da 6 mesi a 4 anni; la pena è aumentata se il fatto è commesso da soggetto legato alla vittima da stabile relazione affettiva.

Ulteriori aggravanti sono previste se il reato è commesso in danno di un minore,di soggetto diversamente abile, o donna in stato di gravidanza. In questo caso è prevista la procedibilità d’ufficio.

La novità legislativa è racchiusa in una “tutela preventiva” che sarà possibile attuare attraverso gli organi di Polizia. Il molestatore infatti, potrà essere preventivamente “ammonito”. Se i comportamenti verranno reiterati, l’Autorità giudiziaria procederà d’ufficio, adottando misure sino all’allontanamento del molestatore dai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima.

La condotta criminosa che si concretizza in atteggiamenti intimidatori e violenti non determina solo un vulnus alla dignità del soggetto che la subisce ( l’88% di tali condotte è perpetrato nei confronti di donne da ex mariti, ex fidanzati, corteggiatori respinti) minandone l’equilibrio attraverso la ripetitività di comportamenti ossessivi ( pedinamenti, minacce, telefonate ad ogni ora del giorno e della notte).

Soprattutto dimostra l’evidente disagio che la nostra società ha prodotto nel rapporto uomo/donna. Dunque, non basta solo “reprimere”.

Occorre ricostruire una cultura del rispetto e della libertà attraverso il dialogo e la valorizzazione delle differenze fra i due sessi.

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