Origine e storia del femminicidio.
di Maria Antonietta Catania

Per femminicidio si intende ogni violenza domestica, fisica, psicologica, economica, istituzionale, perpetrata ai danni delle donne alle quali non viene riconosciuta la dignità di persona. La donna diviene oggetto di violenza “in quanto donna” perché non rispetta il ruolo sociale impostole.
La cultura patriarcale, gli stereotipi misogini e sessisti purtroppo, ancora oggi, colpiscono e spesso “affondano” l’autodeterminazione delle donne, nonché il sereno e corretto sviluppo dei figli spesso testimoni di questi episodi.
Con il femminicidio, si ha in senso stretto, la violazione dei diritti e la denigrazione delle donne, e in senso ampio quella del genere umano.
Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000 intervenne sull’argomento chiedendo perdono per tutti quei peccati commessi nei secoli nei confronti delle donne, dei loro diritti e della loro dignità.
L ‘autore protestante Jonhn Knox nel XVI sec. scrisse il libro Il primo squillo di tromba contro la mostruosa solitudine delle donne: questo documenta come il malessere fosse già avvertito a quell’epoca.
Il percorso di riconoscimento del femminicidio come crimine nei confronti dell’umanità già acclarato a livello europeo, oggi ha valenza universale. Il mancato rispetto dei diritti delle donne non è solo “un fatto di donne” ma interessa tutto il genere umano.
Recentemente del tema si è occupata la collega Barbara Spinelli, di Giuristi Democratici, che nel suo libro Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale, (Franco Angeli, 2008, pp. 200) racconta la storia e le origini del neologismo.
L’autrice mette in evidenza il rapporto delle donne con le Ong a tutela dei diritti umani. e si fa riferimento ai massacri di Ciudad Juarez in Messico.
Il femminicidio grazie, anche, alla cultura mediatica attraversa e supera le barriere europee ed internazionali costituendosi come concetto giuridico.
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